Cosa vuol dire Minare una criptovaluta

Minare Una Criptovaluta: Per capire bene cosa vuol dire Minare una Criptovaluta , dobbiamo prima fare un passo indietro e capire cosa sia l Criptovaluta.

Minare una Criptovaluta : Cosa è la Criptovaluta?

La Criptovaluta è una valuta digitale , nata nel 2009 e conosciuta come BitCoin, ma esistono in questo momento circa 30 criptovalute nel mondo riconosciute e regolamentizzate e derivate dalla criptovaluta madre che è appunto BitCoin. Attualmente non c’è alcuna autorità centrale che controlla le criptovalute e le transazioni e il rilascio delle monete avvengono liberamente fra scambio e compravendita all’interno della stessa rete.

“La maggior parte delle criptovalute sono progettate per introdurre gradualmente nuove unità di valuta, ponendo un tetto massimo alla quantità di moneta che è in circolazione. Ciò viene fatto sia per imitare la scarsità (e il valore) dei metalli preziosi, sia per evitare l’iperinflazione. Comparata con le valute ordinarie gestite dagli istituti finanziari o tenute come contante, le criptovalute sono meno suscettibili a confische da parte delle forze dell’ordine. Le criptovalute esistenti sono tutte pseudonimi che consentirebbero l’anonimato.” (fonte Wikipedia)

Cosa Vuol dire Minare una criptovaluta?

minare una criptovaluta

Il mining (o creazione) è il modo utilizzato dal sistema bitcoin e dalle criptovalute in generale per emettere moneta.
La rete bitcoin memorizza le transazioni all’interno di strutture di dati chiamate in gergo “blocchi”. Affinchè un blocco possa essere aggiunto alla catena dei blocchi, ovvero all’enorme database pubblico contenente tutte le transazioni in bitcoin, è necessario che un elaboratore lo “chiuda” trovando un particolare codice, che può essere unicamente azzeccato a furia di tentativi e algoritmi matematici. Questa operazione cristallizza il blocco, impedendo qualsiasi modifica futura, e chi trova tale codice è ricompensato con una certa quantità di bitcoin (attualmente 25), più tutte le tasse delle transazioni da lui inserite nel blocco, come incentivo alla “donazione” di tempo macchina alla causa del bitcoin, che in poche parole vuol dire per ricompensare l’utilizzo enorme di energia elettrica consumata dai server per arrivare a questo algoritmo. Questa operazione è chiamata in gergo mining (creazione), nome che deriva dal parallelismo bitcoin-oro, nel quale il reciproco è costituito dai minatori che cercano strenuamente le pepite d’oro nella roccia, e visto il lavoro dietro e gli algoritmi il parallelismo è azzeccato.

Un po’ di storia sulla Criptovaluta
Quando fu progettata la rete bitcon il suo creatore si trovò davanti al problema di come emettere nuova moneta. Tutti i sistemi monetari mondiali emettono moneta attraverso le banche centrali che determinano tramite mercato e oro il valore stesso della moneta in circolazione, ma la decentralizzazione del bitcoin richiede un metodo di generazione della moneta altrettanto decentralizzato. La soluzione fu di progettare il sistema affinchè elargisse bitcoin come premio ai componenti della rete che forniscono potenza elaborativa, necessaria a fortificare e strutturare la rete stessa, secondo un sistema casuale studiato in modo da restituire bitcoin in modo proporzionale alla potenza computazionale fornita. Per fare questi calcoli e trovare l’algoritmo i miners devono usare server potentissimi che consumano grandi quantità di energia.

Inizialmente, l’unico modo per minare era utilizzare il client originale abilitando la funzione di “generazione monete”, permettendo di usare tutto il tempo libero della CPU per cercare di chiudere i blocchi. Dal momento che il bitcoin era ancora agli albori e i partecipanti erano molto pochi, lasciando un PC 24h/24 ci si poteva ragionevolmente aspettare di generare migliaia di bitcoin al giorno. Non bisogna dimenticarsi, tuttavia, che in questa fase il bitcoin non aveva praticamente valore o utilità, il mining era poco più che una donazione a fondo perduto per il bene del progetto.

OGGI il sistema bitcoin è in grado di autoregolarsi: modifica la difficoltà del lavoro necessario a chiudere un blocco in modo tale che in tutta la rete si generi una media di 6 nuovi blocchi ogni ora . Col tempo, sempre più persone si sono avvicinate al mondo bitcoin, e di conseguenza al mining, aggiungendo così la loro potenza elaborativa alla rete. Questo ha causato l’aumento della difficoltà, diminuendo il guadagno medio giornaliero per singola macchina da migliaia di bitcoin al giorno a pochi centesimi, e portando inoltre minatori a unirsi in “gilde” o Pool, le cosiddette “mining pool”, il cui scopo è garantire un afflusso di denaro più costante rispetto al mining in solo. L’aspetto positivo di questo aumento di difficoltà è stato il consentire la nascita di una certa domanda e di un mercato, fornendo quindi al bitcoin un valore tangibile e una certa liquidità (infatti oggi alcune banche vendono e quotano Criptovaluta sul mercato azionario, vedasi Unicredit). Questo a sua volta spinse la nascita del mining “professionale”, ovvero il costruire potenti macchine ad-hoc con il solo scopo di lasciarle accese 24h/24 7g/7 a minare (i cosiddetti “mining rig”) e rivenderne il ricavato sul mercato, o addirittura vendere contratti o azioni che consentono agli investitori di guadagnare dal mining senza dover costruire, configurare e/o gestire gli appalti necessari.

“Quello che voglio sottolineare è che le banche stanno osservando il fenomeno almeno da quello che riesco a vedere io. Le banche osservano il fenomeno, però i venture capitalist investono pesantemente su questa tecnologia, gli americani soprattutto. E vuol dire che stanno cominciando a creare valore. Adesso spetta alle persone e alle istituzioni, a coloro che vogliono capire questa tecnologia, come fare a catturare questo valore.

Certamente, a nostro modo di vedere, il fenomeno Bitcoin non sarà mainstream domani. Però è un fenomeno che alla fine riuscirà a portare innovazione anche nelle banche”Massimo Chiriatti – tecnologo, esperto di economia e di digitale

Nel frattempo il mining di bitcoin si è specializzato, passando da usare CPU a GPU (Schede grafiche), a FPGA (dispositivi logici programmabili) e infine ad ASIC (microprocessori costruiti su misura per un preciso compito). Al giorno d’oggi il mining di bitcoin è una processo che, per essere remunerativo, richiede competenza, hardware dedicato dal costo elevato e investimenti non trascurabili. D’altro canto la disponibilità di molti computer un tempo usati per minare bitcoin e improvvisamente restati senza lavoro ha portato alla fioritura di criptomonete alternative la cui peculiarità è quella di poter essere minate solo con hardware “casalingo”, almeno per ora. La criptomoneta di questo tipo più famosa è sicuramente il Litecoin.

Un po’ di teoria sul come Minare una criptovaluta

Tecnicamente, il mining di bitcoin è un’operazione di brute forcing (è un algoritmo di risoluzione di un problema dato che consiste nel verificare tutte le soluzioni teoricamente possibili fino a che si trova quella effettivamente corretta – Fonte Wikipedia) in cui lo scopo è trovare il numero da inserire in un insieme di dati (l’header del blocco) tale per cui il doppio hash SHA-256 (acronimo di Secure Hash Algoritm) di tali dati sia un numero inferiore ad un certo target (obiettivo), target che viene calcolato sulla base del coefficiente di difficoltà: maggiore è la difficoltà, minore è il target e maggiori saranno i tentativi necessari per trovare il suddetto numero.
In pratica, il computer che sta facendo girare il programma di mining riceve l’header del blocco che si sta cercando di chiudere da un client opportunamente configurato (solo mining) o tramite internet da un server apposito (pool mining). All’interno di questa header viene aggiunto un numero, “nonce”, e viene calcolato l’hash doppio del tutto. se tale hash è numericamente minore del target, l’header viene mandato al server per l’approvazione, altrimenti la nonce viene incrementata di uno e il controllo si ripete. Questa operazione viene effettuata diversi milioni di volte al secondo, tanti quanti sono i MHash/sec riportati dal programma di mining.
Da notare che il mining è un processo basato sulla pura statistica: ogni tentativo di hashing ha la stessa probabilità di essere quello buono. Non ha senso dire che servono un certo numero di hash o di tempo per chiudere un blocco, si può esclusivamente parlare di media.

Ecco qui un video esplicativo su cosa sia la criptovaluta e come minare la Criptovaluta

Quindi Minare una criptovaluta è sicuramente un sistema che ha bisogno di Miner esperti e server enormi dedicati. Quello che si pone CoinSpace oggi è appunto quello di mettere a noleggio dei vari “investitori” i miners disponibili per minare criptovalute come BitCoin , LiteCoin, PeerCoin etc etc, così da  creare un capitale in grado di poter emettere e regolamentare la propria criptovaluta da immettere nel mercato tradizionale come sistema di pagamento.

Con un’economia tradizionale quasi al collasso, chi arriva prima a capire quanto questo sia un metodo importante per rendersi libero farà la differenza nel medio e lungo periodo.

 

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Fonti: Bitcoin Forum
Wikipedia , Espresso Repubblica, il Sole 24 Ore

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