Intercettare chi possiede Btc – Grande Fratello in Azione

Tempo di lettura 3 minuti e 18 secondi (e avevo mio figlio di 11 mesi in braccio)

Microsoft, Google e Apple per monitorare i proprietari di Bitcoin

La guerra contro il decentramento, e in questo caso contro BTC che ancora resta il re incontrastato per Market Cap, continua senza sosta.

  • Si è partito dal 2011 provando a distruggerlo con attacchi hack, risultato a dir poco imbarazzante visto che dopo ogni attacco BTC diventava più potente.
  • Si è continuato cercando il fantomatico Satoshi Nakamoto, per arrestarlo o ancora peggio “suicidarlo“, ma anche li si è fallito.

  • Poi si è provato a lanciare online e su mainstream notizie Fake da parte di esponenti rilevanti del settore economico tradizionale come Jp Morgan, o Warren Buffet o Roubini e tanti altri, e li abbiamo avuto un Pump pazzesco del prezzo, (le notizie fake continuano comunque e in Italia abbiamo Repubblica e Sole 24 ore che sparano boiate a nastro)
  • Poi si sta tentando di regolamentare BTC, e come farlo se non esiste un’azienda ma esiste una popolazione mondiale? Allora si regolamentano gli Exchange e le ICO e le STO o le IEO o le start up, va benissimo, ma BTC cosa centra con questo? Quindi neanche questa è la strada giusta…

Ma ecco l’Idea geniale!!

  • Se non possiamo attaccare una persona o un’azienda, così come si è fatto con Assange e WikiLeaks o nel passato contro il download in P2P della musica o dei film, allora attacchiamo chi lo possiede o almeno schediamolo per bene.

Legislazione sulle Criptovalute

Per quanto possa essere confusa la legge sulla tassazione delle criptovalute in qualsiasi paese, in America invece l’Internal Revenue Service (IRS) si sta occupando di fare un censimento sui titolari di criptovaluta.

Oltre ad arruolare Chainanalysis, per tracciare i commercianti di Bitcoin, l’IRS sta ora ampliando la sua rete di informatori e userà fonti come i social media (chissà Zuck se aiuterà in questo l’IRS per ottenere qualche grazia) e le ricerche open source per portare alla luce i dati di crypto trading.

APRO PARENTESI Se tradi e speculi è giusto che paghi sul profitto, visto che passi su valuta FIAT, tuttavia anche qui la legge dovrebbe essere un pò più chiara, visto che ancora online e non solo ci sono regole discordanti anche li CHIUSA PARENTESI

Il ramo entrate del governo degli Stati Uniti intercetterà anche i dati di sorveglianza elettronica, interviste e citazioni per catturare gli evasori fiscali. Su Twitter, si è già scatenato il putiferio e Crypto Tax Girl espone la questione dicendo:

“Penseresti che queste azioni sarebbero state rivolte agli Exchange crittografici, ma l’IRS prevede di chiedere a Apple, Google e Microsoft per cercare attraverso la cronologia dei download dei contribuenti e per vedere se hanno mai scaricato un’applicazione di criptovaluta”.

Collegamento di Bitcoin con attività social

In modo simile, l’IRS fornirà anche richieste di comparizione per raccogliere dati da PayPal, carta di credito e banca per chiunque abbia come obiettivo quello di acquistare da exchange.

I record saranno analizzati per i pagamenti e le transazioni di beni digitali. CryptoTaxGirl aggiunge inoltre che esamineranno inoltre “Facebook, Twitter e altre piattaforme di social media per trovare indirizzi BTC e ETH disponibili al pubblico”.

Gli agenti non sono inoltre tenuti a notificare a nessun contribuente l’oggetto di indagine, e direi che a questo punto la democrazia regna sovrana in questo pianeta.

l’IRS giustifica tutta questa riservatezza nel tentativo di non ostacolare le indagini, e l’avviso dichiara che le valute digitali erano e sono proprietà e non valute e quindi tassabili in quanto tali. (STRA LOL)

Cosa ti sembra tutto questo se non terrorismo psicologico? Scovare i possessori di BTC come se fossero i peggiori narcotrafficanti, manca la la super sorveglianza satellitare e poi siamo apposto.

Per anni, alcuni fan di Bitcoin hanno erroneamente ipotizzato che le operazioni di BTC fossero sicure e segrete, ed è vero ma fino ad un certo punto, infatti i dettagli privati ​​di un cripto trader potrebbero rimanere oscurati dal controllo pubblico, tuttavia, le operazioni sulle valute digitali vengono eseguite su una blockchain, che è un record pubblico di tutte le transazioni, e il più delle volte su Exchange Privati, e attraverso Chainalysis, ad esempio, l’IRS ha in passato smascherato gli utenti di BTC con profitti non dichiarati.

La caccia all’IRS per guadagni di capitale non dichiarati

Lo zio Sam, su quei Bitcoin che hanno reso parecchio, farà tutto il possibile per battere cassa. L’ordine IRS arriva anche a Coinbase per consegnare i dati dei suoi 14.000 clienti di trading di beni digitali. L’IRS non ha la forza di scovare ad uno ad uno da ogni piccolo pesce in borsa.

Ma nel frattempo un gruppo bipartisan della Camera dei rappresentanti di 21 membri sta tuttavia chiedendo all’IRS degli Stati Uniti di spiegare la sua confusa politica di criptovaluta e in una lettera Tom Emmer, uno dei legislatori, ha chiesto all’IRS di aiutare il contribuente ad eliminare l’ambiguità che circonda le leggi.

Conclusioni

Ecco la nuova battaglia contro BTC e il decentramento con conseguente eliminazione della fiducia, dove il Governo non ha più potere di interferire su uno scambio P2P, sempre naturalmente che non si passi da una moneta proprietaria del Governo stesso, la famosissima (S)valuta Fiat, e gli USA sono famosi per esportare mode e trend nel mondo, speriamo che questa non vada tanto anche in Italia.

Prendo come al solito i Pop Corn e osservo questa continua guerra contro i mulini al vento, attendendo il momento in cui le (S)valute Fiat moriranno e provando ad immaginare cosa potrebbe accadere, e ricorda che quando non esiste una centralizzazione è impossibile combattere un “nemico”, soprattutto se non sai da dove arriva e in quanti siano in realtà.

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