Bitcoin (BTC), Facebook, JPM Coin, Buffet e la rivoluzione dei pagamenti

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Bitcoin, Facebook Coin e JPM Coin potrebbero insieme introdurre un’impostazione predefinita per il trasferimento di valore?

Che si tratti di Ripple o del denaro elettronico peer-to-peer , del white paper di Bitcoin di Satoshi Nakamoto, o di JPM coin, la premessa che sottende le ipotesi di valutazione del mondo crypto è l’idea che il denaro che oggi conosciamo verrà trasportato definitivamente nell’era digitale.

Quello che sta accadendo in questo 2019 è quello che mi aspettavo da tempo, quella FOMO istituzionale che sta portando grossi attori a lanciarsi in questa industria tecnologica che avrà un impatto devastante contro un vecchio sistema, obsoleto, o cercherà di tenerlo in vita sotto altro aspetto e forma?

Tutto nasce da Bitcoin e tutti hanno provato e provano a buttare giù un concetto che non lascia spazio a libere interpretazioni, perchè ormai sappiamo che Bitcoin, quanto la blockchain decentralizzata siano la soluzione giusta per contrastare un sistema che prevede una schiavitù finanziaria globale.

E anche se questi grossi attori vogliono far loro una tecnologia dirompente come quella della Blockchain decentralizzata accadrà quello che è già accaduto nella storia, proprio come Netflix fa guardare ciò che vuoi quando vuoi in un modo che le reti TV analogiche non possono, o l’iPod e poi Spotify hanno iniziato a offrire una simile offerta istantanea nel regno della musica, così anche i soldi avranno il consumatore come primo obiettivo.

L’ultima settimana di febbraio 2019 potrebbe, in retrospettiva, indicare un momento cruciale nella storia dei pagamenti e nella loro rivoluzione, ma bisognerà davvero stare attenti ed è ora che la community della Blockchain decentralizzata deve restare unita e compatta.

Il fatto che Buffet definisca Bitcoin una “Grande Illusione per Ciarlatani”, è la dimostrazione che il vecchio sistema non vuole mollare il predominio che si è conquistato nel tempo con sangue e fatica.

Come sembra ormai abbastanza sicuro, Facebook farà partire un sistema di pagamenti basato su crittografia per WhatsApp.

E questo, indubbiamente, per ora è la “minaccia esistenziale” ai padroni del pagamento come Visa, Mastercard e PayPal, anche più di Bitcoin con Lightning o di Ethereum con la sua opzione di scalabilità 2.0, e la cosa potrebbe in effetti essere molto più vicina di quanto ci si aspetti, perchè partiamo dal presupposto che Facebook ha già una community ben più vasta di Bitcoin ed Ethereum, e ci metterebbe un istante a creare “cultura” sui suoi metodi innovativi di pagamento.

Non sappiamo esattamente come funzionerà la moneta di Facebook, ma sembra probabile che sarà uno stablecoin e magari usando un sistema di consenso delegato al POS, o potrebbe fare come Telegram che sta usando un protocollo su una sua rete aperta (TON) .

I sistemi di contabilità condivisa di Facebook e altri sistemi futuri potrebbero non essere affatto su blockchain anche se useranno questo concetto.

Potrebbero usare i cosiddetti approcci post-blockchain, come l’hashgraph in cui il voto virtuale stabilisce il consenso; o con un grafico aciclico diretto in cui una transazione precedente convalida una successiva; o l’architettura marginale decentrata di Holochain, dove i nodi hanno le loro catene e persino sistemi di consenso unici

Indipendentemente dalla direzione in cui Facebook interverrà, dipenderà in parte solo da ciò che è più conveniente per il consumatore e, probabilmente, soprattutto ciò che è più redditizio a lungo termine per l’azienda. Alla frase “redditizio nel lungo periodo” potremmo soppiantare la parola “controllabile“, sarebbe più corretto.

Facebook sarà consapevole del pericolo di creare un sistema su cui i concorrenti saranno in grado di cavarsela, anche se cercherà di elencare il suo criptoasset sugli scambi, e forse vorrà vedere il suo stablecoin usato oltre il suo ecosistema così che potrà incorporare e prelevare con astuzia il resto dell’economia criptoasset.

O forse creerà una moneta fluttuante accanto al suo presunto stablecoin, che premierà o i creatori di contenuti o gli inserzionisti o forse i propri clienti con una funzione di utilità in un nuovo sistema di verifica ID Connect Facebook basato su blockchain? Ossia se passi al sistema Blockchain Facebook con il suo coin avrai in premio X Coin Facebook che potrai usare per xxxxxxxxxx.

In ogni modo, e mettila come vuoi, un sistema di pagamenti creato da Facebook non potrebbe essere definito decentralizzato. Ma se fosse troppo centralizzato, vanificherebbe lo scopo di creare un’architettura decentralizzata. Quindi forse dovremmo aspettarci una sorta intermediazione da parte di Facebook, quindi un Semi/Decentralizzato. (LOL)

Tuttavia, questo potrebbe in realtà diventare una tappa obbligata sulla strada del “denaro gratuito” perchè come detto prima, Facebook ha già una community vastissima (è il primo paese al mondo per densità di popolazione) e ci metterebbe un istante a creare una necessità.

E come potrebbe fare?

Un Esempio potrebbe essere questo:

“Da domani tutti gli inserzionisti potranno pagare le loro ads (Inserzioni) con Facebook coin, e avranno la possibilità di avere scontistiche immediate sulle inserzioni stesse o avere la possibilità di poter far passare anche alcune ads che in questo momento non sono White su Facebook perchè andrebbero a creare un engagment su chi segue il concetto Blockchain o crypto etc etc etc”

Iniziando dalla parte commerciale, Facebook implementerebbe e venderebbe una grande quantità di Crypto personalizzata e probabilmente incasserebbe BTC o ETH o XRP, creandosi in un attimo una cassaforte Crypto Potentissima, senza acquistare nulla e potenzialmente trasformandosi in una Banca 3.0.

E quindi dove si inseriscono Bitcoin o Ethereum?

I sistemi di criptovaluta (ad es. Bitcoin, Ethereum) sono potenzialmente dannosi per i sistemi di pagamento privati. Le loro caratteristiche di base, che mirano a consentire la “libertà di denaro”, sono in diretto contrasto con le caratteristiche della maggior parte dei sistemi di pagamento privati ​​tradizionali e centralizzati.

Quindi la cosa migliore da fare per questi nuovi sistemi è quella di provare ad eliminare dal mercato queste crypto, che di sicuro non potranno rubare, o hackerare o duplicare (perchè non converrebbe), e come eliminarli?

Potremmo avere un miscuglio di forme private di denaro – da Facebook a JPM Coin, da BTC a XRP, dalla vendita al dettaglio all’ingrosso e passeremo da una fase in cui chi ha più soldi e possibilità di fare marketing selvaggio potrebbe vincere definitivamente la battaglia e quindi vincerà chi sarà in grado di poter parlare con tutti e non colui che cercherà di definire il proprio universo etico.

Ed è per questo che ora come ora e in questo anno soprattutto, bisognerebbe abbandonare per un istante il concetto Speculativo per dare spazio a quello divulgativo e formativo, altrimenti il vecchio sistema diventerà ancora più potente e riuscirà a sconfiggere Bitcoin e tutto ciò che si è provato a costruire in questi anni.

In un certo senso, abbiamo già vissuto tutto questo.

All’inizio di Internet negli anni ’80 avevamo mondi diversi, per “gentile” concessione di Compuserve e AOL, ognuno cercava di creare il proprio angolo di internet che gli utenti dovevano pagare per l’accesso, ma non era duplicabile come sistema, perchè se non eri un programmatore non potevi partecipare.

Così è arrivato il browser web Netscape per dare un senso ai protocolli di internet pubblico, in modo che ai comuni mortali non fosse richiesto di sapere quale protocollo di controllo della trasmissione, protocollo internet o protocollo di trasferimento ipertestuale intendevano usare.

Tornando al mondo della trasmissione del valore (quindi valore economico), oggi è possibile immaginare un universo online in cui l’interfaccia tra Facebook Coin, JPM Coin, TON, Amazon Coin (sì, Bezos potrebbe voler mantenere aperte le sue opzioni di trasferimento di valore) coesistano per combattere Bitcoin o Ethereum (al momento gli unici due sistemi decentralizzati) e tutto ciò che sarà decentralizzato al 100% .

E tutto questo non farà morire la valuta fiat e i suoi sistemi di pagamento, offline e online, che anzi supporteranno questi sistemi, considerandoli sicuri e Legali.

La corsa agli armamenti dei pagamenti è alle porte

Il sistema di pagamenti di Facebook avrà probabilmente il maggior successo, almeno inizialmente, in quelle parti del mondo in cui la prevalenza delle attuali reti di pagamento dominanti non sono facilmente accessibili a vaste aree della popolazione e che aumentano la necessità di spostare soldi facilmente.

Ma anche i pagamenti tramite crypto assumeranno un valore aggiunto nei mercati sviluppati. Perché trasferire valore tramite valuta Fiat quando è possibile ottenere gli stessi risultati più rapidamente e molto più a buon mercato con le Crypto, sia Facebook Coin per i consumatori o gli advertiser o JPM Coin per le società?

Supponendo che Facebook abbia successo con i pagamenti, proprio per il suo posizionamento dominante sui social network , allora scatenerà una corsa agli armamenti nei pagamenti, se non lo ha già fatto. E va notato che Facebook sta partendo con l’Asia sui pagamenti mobili e lavora e studia questa tecnologia da almeno 4 anni.

La realtà è che sta già sorgendo un nuovo scenario di pagamenti e il legame della carta di credito tra Goldman Sachs e Apple è per alcuni aspetti un riconoscimento di ciò, sebbene non ci sia ancora alcuna indicazione al riguardo, ma solo teorie.

C’è il pericolo che le monete di grandi gruppi tecnologici o di banche siano in realtà un ostacolo alla “vera rivoluzione”!

Mentre nel mondo Crypto si litiga fra Massimalisti, Speculatori, Innovatori e Tifosi, nel mondo tradizionale i grandi gruppi si stanno alleando in questa guerra appena iniziata, proprio perchè hanno compreso che l’unione fa la forza, il contrario di quello che nel mondo crypto ancora non si è capito perchè si gioca a chi lo ha più lungo, anzichè unirsi e fare tutto quanto è in nostro potere per evitare che ciò accada.

Immagina solo che JMP coin prenda piede solo all’interno del loro sistema di trading o di investimento o nel loro sistema bancario, quasi come “Obbligo“, JPMorgan Chase si dimenticherà del dollaro e inizierà a emettere le monete senza alcun vincolo collaterale, quindi immagina se dovessimo fidarci di una banca di Wall Street!!

Ma potrebbe anche esserci la possibilità ancora più forte di dire che migliorerebbe la rivendicazione di bitcoin di essere la valuta di riserva dell’era digitale, perchè possederlo potrebbe dare valore a quelle fuffa monete che verranno emesse da questi grandi accentratori.

In tutto questo il risultato è solo uno, e se ancora non lo hai capito fai finta di non vederlo: a parte se ci fossero divieti statali, anche se ciò sarebbe di dubbia efficacia vista l’impossibilità di spegnere Internet a meno che non ci sia un inverno nucleare post-apocalittico, la marcia avanti di Bitcoin, Ethereum, o un criptoasset concorrente, sarà ormai inarrestabile e Facebook e JPMorgan Chase ce lo dimostrano dando inizio alla FOMO che mi aspettavo, ma che potrebbero distorcere la realtà del concetto di blockchain decentralizzata, ora è il momento di tornare ad essere compatti come agli albori.

Sai davvero quando nasce la Blockchain?

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