La blockchain viene apprezzata anche da JpMorgan

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La blockchain viene apprezzata anche da JpMorgan

Parlando con la Harvard Business Review, Jamie Dimon, CEO di JPMorgan, ha tentato di rispondere a una domanda sull’argomento criptovaluta, affermando che “probabilmente non ne avrebbe dovuto parlare” (Chissà come mai?)

Durante l’intervista ha dichiarato anche:
 
“Probabilmente non dovrei dire altro sulla criptovaluta. Ma non è la stessa cosa delle monete d’oro o della valuta fiat. Questi sono supportati da legge, polizia, tribunali. Non sono replicabili e vi sono delle restrizioni. La Blockchain, d’altra parte, è reale. Lo stiamo testando e lo useremo per un sacco di cose. ”
Con l’affermazione che la Blockchain sia reale ha fatto intendere che la Valuta Fiat e la finanza attuale non lo sia? Chissà, spesso dietro alle parole si celano verità nascoste a chi non le percepisce.
 
 
Dimon – è forse il più noto orso del bitcoin e dell’industria finanziaria – aveva già affrontato l’argomento criptovalute a giugno, quando, riunito in un’intervista dal collega scettico Warren Buffett, ha semplicemente consigliato agli investitori di “stare attenti”.
 
Nelle dichiarazioni del passato, tuttavia, Dimon fu molto più cattivo sull’argomento , in vari momenti ha criticato il bitcoin come una “frode” denunciando i suoi sostenitori come “stupidi” nell’ investire in un bene che “non vale niente”.
Sul non vale niente è stato dimostrato il contrario secondo la legge della termodinamica, e mi spiego meglio:

Una volta ad un economista di fama mondiale, che non credeva nella blockchain fu chiesto:

Quanto valgono 1000 dollari?

L’economista non potè rispondere sinceramente, ma sappi che 1000 dollari non valgono 1000 dollari ma molto meno, solo il valore della carta e dell’inchiostro, ma la domanda successiva che gli fecero lo spiazzò

Quanto vale un Bitcoin?

Ai  tempi in cui si pose la domanda BTC valeva 1200 dollari, che era il valore intrinseco  che aveva Bitcoin per essere estratto (oggi a quello devi aggiungere in più il valore della Blockchain in termini di sviluppo)

La blockchain viene apprezzata anche da JpMorgan

Bitcoin, utilizza il PoW (proof of work)  per proteggere la blockchain  e garantire il raggiungimento del consenso.

Il PoW è relativamente semplice in teoria – i partecipanti alla rete che convalidano i blocchi nella blockchain di Bitcoin sono tenuti a dimostrare che hanno investito una quantità significativa di lavoro per essere considerati onesti. 

Nel caso di Bitcoin, questo “lavoro” viene eseguito per risolvere problemi matematici complessi che consumano una grande quantità di potenza computazionale. Il dispendio di grandi quantità di energia computazionale richiede una quantità significativa di energia e rappresenta un investimento finanziario sostanziale. Oltre a mantenere i partecipanti alla rete economicamente disincentivati ​​dall’agire in modo malevolo perchè perderebbero molti soldi, il PoW rende anche difficile per le parti malintenzionate attaccare la rete Bitcoin.

Il metodo del consenso del PoW è una soluzione efficace per ottenere consenso e mantenere una rete blockchain sicura, ma ha uno svantaggio principale – è estremamente costoso. Il mining di bitcoin è deliberatamente di consumo – i dati disponibili dall’indice del consumo energetico di Bitcoin rivelano la grande quantità di energia diretta verso l’estrazione di Bitcoin:

Bitcoin consuma 73,12 TWh all’anno – gli studi condotti dall’economista Alex de Vries hanno dimostrato che il settore minerario di Bitcoin consumerà lo 0,5% del consumo totale di energia a livello mondiale entro la fine del 2018

Attualmente il Bitcoin consuma lo 0,33% del consumo energetico mondiale, non male eh?

L’estrazione di bitcoin consuma attualmente tanta energia di tutta la popolazione dell’Austria
Una singola transazione Bitcoin potrebbe alimentare 30 famiglie per un giorno, ecco perchè per ora Bitcoin, con la tecnologia attuale, non potrà essere minato del tutto.

 

Bitcoin, o qualsiasi altra criptovaluta in PoW, è soggetta alla prima legge della termodinamica: l’energia non può né essere creata né distrutta; l’energia può essere trasferita o trasformata solo da una forma ad un’altra e qui mi rifaccio alla domanda posta all’economista che non seppe rispondere alla domanda.

Poi è anche vero che si sta lavorando su altri sistemi per creare Criptovaluta, e indubbiamente la tecnologia prosegue anche con lo sviluppo di Hardware sempre più potenti e che consumano meno, ma anche sistemi che creano energia.

In ogni caso Dimon alla fine ha fatto un passo indietro, una mossa correlata alla sua azienda che ha silenziosamente adottato un approccio meno ostile al bitcoin-
 
JPMorgan nel frattempo ha affidato al capo del suo programma fintech strategie di sviluppo che coinvolgono l’azienda aiutando i propri clienti a investire nel mercato delle criptovalute.
Gli analisti di JPMorgan hanno anche pubblicato un rapporto in cui si conclude che è improbabile che la criptovaluta scompaia, e la banca ha inoltre elencato questa asset class in rapida crescita come una minaccia al suo modello di business nella sua ultima relazione annuale.
Stranamente hanno cambiato idea, quando le balene cambiano idea sono già a buon punto per la loro preparazione imminente, quindi tieniti sempre informato e studia la Blockchain.
Prima ti deridono, poi ti attaccano……Poi vinci, ma la Guerra non è ancora finita.

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