CEO di Visa: La Crypto non è una grande minaccia, se necessario, la sosterremo

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CEO di Visa: La Crypto non è una grande minaccia, se necessario, la sosterremo!

E da questa frase del Ceo di Visa nulla da dire visto gli ultimi sviluppi di collaborazione con IBM, ma se proviamo a tornare indietro nel tempo e non di parecchi anni ma soltanto di un anno e mezzo fa Visa, quanto Mastercard vedevano il demonio nel settore delle criptovalute.

Come detto ultimamente, questi mesi a venire, saranno quelli che innescheranno il FOMO istituzionale, ossia la paura di restare fuori dal settore, da parte di grosse istituzioni finanziarie e grandi aziende, e diciamo che si stanno iniziando a vedere i primi segnali ben evidenti.

Ma andiamo a vedere nello specifico perchè questa affermazione da parte del CEO di Visa.

Secondo Al Kelly, l’amministratore delegato di Visa, la società potrebbe supportare la cripto in futuro se il mercato globale si muoverà nella direzione di adottare le valute di consenso come Bitcoin ed Ethereum.

Nel breve-medio termine, Kelly ha detto  che le criptovalute come asset class non rappresentano una minaccia per le valute di riserva che servono da base per i prodotti Visa. Ma, ha affermato che con l’adozione delle criptovalute migliorerà negli anni a venire, Visa faciliterà la domanda per la classe di attività.

“Penso che ci debba essere un mercato che diventa un po ‘come una valuta fiat per farci stare bene. Se va in quella direzione, ci sposteremo in quella direzione. Vogliamo essere nel mezzo, Jim, di ogni flusso di pagamenti nel mondo, indipendentemente da come avvenga o da cosa sia la valuta dietro di esso. Quindi se dobbiamo andare lì, andremo lì. Ma al momento, è più una merce che un veicolo di pagamento “.

Su questa affermazione, non sono d’accordo al 100%,perchè invece penso che ci debba essere un mercato che vada all’opposto della valuta FIAT.

Visa è la più influente società di servizi di carte di credito nel settore finanziario ed è tra le aziende più redditizie del mercato insieme a Mastercard.

A lungo termine, Kelly ha sottolineato che Visa finirà per servire da intermediario per attirare gli utenti con criptovaluta a inviare e ricevere beni digitali con Visa sulle proprie piattaforme, fornendo commissioni alla società.

Tuttavia, nel momento in cui Visa si sentirà a suo agio nell’integrare le criptovalute, che come l’amministratore delegato ha descritto come quando la classe di attività è stabilita dal mainstream, le criptovalute non richiederebbero intermediari per elaborare i pagamenti, e qui a mio avviso iniziano a spaventarsi.

Con i portafogli non custodiali e le piattaforme open source, gli utenti di criptovalute possono trasferire in modo efficiente e sicuro le risorse digitali senza pagare costi aggiuntivi in ​​aggiunta alla commissione di trascrizione fornita ai minatori dell’ecosistema.

Attualmente, a causa della mancanza di adozione da parte dei commercianti, è difficile per gli utenti criptati compensare i commercianti con l’acquisto di prodotti semplici come il caffè e il cibo. Un’istituzione finanziaria delle dimensioni di Visa potrebbe aumentare da sola l’adozione della crittografia tra i commercianti.

Ma l’intento di Visa di indirizzare il settore della criptovaluta è quello di fornire servizi di intermediazione tra diversi anni, quando le criptovalute saranno già accettate dai commercianti e utilizzate come valuta alternativa, e infatti si stanno muovendo in quella direzione.

La grande scommessa di Fidelity

Il momento di sostenere e sperimentare le criptovalute è questo, quando si sta vivendo una crescita esponenziale ed è ancora in una fase iniziale.

Negli anni, il settore delle criptovalute potrebbe e dovrebbe fare molto affidamento su sistemi e servizi decentralizzati, che si aspettano anche le piattaforme all’interno del mercato compreso Binance.

Fidelity, Goldman Sachs e Citigroup hanno già iniziato a servire gli investitori nel mercato delle criptovalute vedendo domanda sufficiente per la nuova asset class, mentre Visa, Morgan Stanley e diverse altre istituzioni finanziarie restano caute nell’entrare nel mercato delle criptovalute, ma nel frattempo lo studiano per cercare di non restare tagliati fuori.

La FOMO istituzionale è iniziata, e mi aspettavo già che i due processori di pagamento più grandi al mondo fossero lo starter per l’inizio dell’adozione di massa.

Ora bisogna stare solo attenti a non farsi indurre in tentazione e studiare al meglio la blockchain per favorire il decentramento ed essere i più indipendenti possibili da questi Squali finanziari che non vogliono mollare l’osso, perchè sanno bene che la Blockchain per la sua natura non ha bisogno di Tutor e amministratori nè tanto meno banche e servizi finanziari di pagamento.

Non consegniamo in mani loro una tecnologia creata per il popolo.

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