Consigliere della Banca centrale britannica: le criptovalute non sono una grande preoccupazione

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Inizia il Terrorismo psicologico delle Banche?

Una delle cose che nei miei 42 anni “brevi” di vita ho potuto capire e nei 7 anni che seguo il settore della Blockchain (da appassionato e non tecnico) in maniera più approfondita, è che il MAINSTREAM può davvero rovesciare e ribaltare intere teorie e addirittura paesi interi, figuriamoci un’opinione pubblica o di massa.

Come ho sempre detto il 2019 sarà un altro anno di semi-lotta del mainstream che da una parte elogerà la tecnologia e dall’altra parte proverà a portarla a se.

A mio avviso a breve arriverà di nuovo quel MAINSTREAM malsano che elogerà la blockchain ma parlerà di centralizzare a favore di crypto statali che saranno più belle, più sicure e più convenienti.

È abbastanza ovvio perché le banche centrali e commerciali non amano le forme di finanziamento decentralizzate, dare il controllo finanziario alla gente lo porta via da loro, insieme ai loro profitti grassi e ai grandi bonus dei banchieri.

Un alto consigliere della Banca d’Inghilterra ha dichiarato che le criptovalute falliscono i test finanziari fondamentali e non sono in cima alla sua lista di preoccupazioni.

Intervenendo a Bloomberg, Huw Van Steenis, consigliere senior del governatore della Banca d’Inghilterra, ha aggiunto che “non è così preoccupato per le criptovalute”.

Ma chi è Van Steenis?

Van Steenis è un ex dirigente di Morgan Stanley, e sta attualmente lavorando a una revisione del futuro della finanza e della fintech per la BoE (Bank of England).

Mostrando una comprensione un po’ “limitata” di ciò che Bitcoin e le criptovalute sono in grado di fare, afferma che

“Non sono una grande unità di scambio, non hanno valore e sono più lenti”

Quando gli viene chiesto se le criptovalute potrebbero diventare una minaccia per l’economia o il sistema bancario centrale ammette che potrebbero diventare una minaccia anche se questi fattori sono stati superati.

 
Indubbiamente una ragione la ha (naturalmente sono ironico), e chiunque abbia effettuato un bonifico internazionale da una banca e lo abbia paragonato ai minuti, o addirittura ai secondi che impiega con le crypto, saprà di cosa stiamo parlando qui, del nulla.

È anche vero che se all’improvviso tutto il mercato si spostasse sulle crypto si impallerebbe il sistema, troppo lento e costoso per acquisti e transazioni che oggi supportano carte e conti online, il che non vuol dire che non si potranno superare (vedasi Lightning Network per BTC e LTC e Sharding e Plasma per Ethereum)

Van Steenis ha ammesso che i clienti delle banche vogliono qualcosa di più economico, veloce e migliore e che le banche investono in tecnologia per fornire tutto questo.

Ha aggiunto che sembrano terribilmente in ritardo rispetto ai tempi, se confrontati con i progressi fatti nella tecnologia blockchain e le piattaforme di crittografia solo negli ultimi due anni.

Ma il dato di fatto è che la maggior parte delle banche ha ancora pesanti ritardi e oltre 24 ore di attesa per transazioni transfrontaliere che le rendono estremamente arcaiche.

Alla domanda su quali saranno le banche e le piattaforme di domani per i millennial, Van Steenis invece è stato piuttosto evasivo affermando che è troppo presto per dirlo. Dall’intervista pesantemente pro-Banche, è evidente che la BoE è ancora molto cauta nei confronti della tecnologia e delle valute specificamente digitali, ma non nella misura in cui le condanna già in TV.

Evidentemente l’intervistatore non ha avuto problemi a farlo.

Tutto questo presuppone una cosa: hanno paura, ma hanno capito che c’è molta ignoranza nel settore e la gente prende la Blockchain come la soluzione di tutti i mali, a mio avviso NI.

Questo avverrà solo ed esclusivamente se resterà interamente decentralizzata, quindi occhio perchè quest’anno nasceranno monete statali in blockchain (centralizzate) visto che l’esperimento Ripple ha funzionato.

E se non sai cosa penso di RIPPLE puoi leggere qui sotto:

Ricorda che il mondo Blockchain non è massimalista deve essere un movimento per salvaguardare l’interesse dei molti contro quello dei pochi-ssimi.

Il Burattinaio non vuole morire o cedere il suo posto senza combattere.

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