Le criptovalute hanno valore e i potenti ne hanno paura

Tempo di lettura 3 Minuti e 35 secondi (senza approfondire i link)

Trump attacca BTC e Roubini si unisce al coro di chi ha paura.

Nouriel Roubini (Dot Doom) è tornato a colpire Bitcoin, e questa volta ne approfitta agganciandosi al commento del presidente Donald J. Trump, che ieri è stato molto esplicito su Twitter.

Infatti Donald Trump ha adottato una posizione negativa su Bitcoin e le altre criptovalute, affermando:

Non sono un fan di Bitcoin e altre Cryptocurrencies, che non sono denaro, e il cui valore è altamente volatile e basato sul nulla. Le attività crittografiche non regolamentate possono facilitare comportamenti illeciti, tra cui il traffico di droga e altre attività illegali ….

Donald J. Trump (@realDonaldTrump), 12 luglio 2019

Anche Trump scade nei luoghi comuni tradizionali? No, ancora peggio!

Più che luoghi comuni, sembrano proprio urla di terrore e preoccupazione, visto che il dollaro perde sempre più trazione a livello mondiale, ma tutto questo viene subito ribaltato e trasformato come un cross in aria di rigore da parte dei famosi Haters di BTC e del mondo Crypto decentralizzato e non solo.

Infatti ora, il professore della NYU si schiera dalla parte del presidente Donald Trump, che fra l’altro ha sempre duramente attaccato per le sue politiche estere ed economiche, ma si dice che il nemico del mio nemico è mio amico pur essendo mio nemico.

Il mainstream becero, dopo la notizia di LIBRA, ha iniziato a diffondere notizie del tutto insensate e per nulla esatte su BTC e il mondo della Blockchain, da noi in Italia Sole 24 Ore e Repubblica la fanno da padroni per le FAKE NEWS .

Roubini, sempre opportunista, si è subito agganciato alle “competenze” del presidente degli Stati Uniti, continuando la sua filippica sulla truffa delle criptovalute, dichiarando di essere “d’accordo” con Trump, quando il presidente ha definito le criptovalute una forma di “truffe wild west” a causa della mancanza di forti linee guida su AML / KYC e requisiti di licenza.

Ma Bitcoin e qualsiasi Crypto decentralizzata non può essere controllata nè dalla Federal Reserve, nè da nessun governo o da una società aziendale come Facebook.

Ma alla fine sai che c’è?

I “Potenti” si stanno rendendo conto del vero valore di Bitcoin e delle criptovalute decentralizzate e ne hanno paura.

Il divario tra ricchi e poveri si sta allargando a velocità record secondo un rapporto pubblicato su The Guardian da Oxfam, un’organizzazione di beneficenza, è stato rivelato che “42 persone detengono la stessa ricchezza dei 3,7 miliardi che costituiscono la metà più povera della popolazione mondiale.”

Questo non solo è inaccettabile, ma anche insostenibile.

Un anno dopo, il divario è ancora più ampio. All’inizio di quest’anno, Oxfam ha registrato che i 26 miliardari più ricchi “possiedono un patrimonio pari a quello di 3,8 miliardi di persone che costituiscono la metà più povera della popolazione del pianeta”.

Praticamente veniva creato un nuovo miliardario ogni due giorni dalla crisi finanziaria di dieci anni fa, e oggi ancora di più….

Qualunque cosa possa fermare o rallentare la velocità con cui i nuovi miliardari vengono creati non sarà sicuramente accolta da aspiranti o già ricchi, e sicuramente una delle cose che cerca di ridurre il divario sociale sono le criptovalute decentralizzate come Bitcoin, ed ecco perchè qualcuno prova a crearsi la sua di criptovaluta, come il buon caro e vecchio Zuck con Libra, e qualcuno prova a fare terrorismo psicologico per poi creare il sistema di ingabbiamento perfetto creando una crypto statale.

In quanto tali, i ricchi non sono pronti ad accettare che il loro controllo sui poveri si possa indebolire nel tempo, e lo so che tutto questo possa suonarti come un argomento da complottista ( e lo sono e me ne vanto), ma i dati sono questi e quando un dato è oggettivo non puoi discuterlo, puoi solo accettarlo e provare a rifletterci su in maniera fredda e distaccata, e attendere questa guerra ormai dichiarata e annunciata.

Azione di screditamento programmato

Per arrestare ulteriormente questo treno super veloce , Trump ha anche affermato che il dollaro statunitense sia “l’unica valuta reale negli Stati Uniti” e “di gran lunga la valuta più dominante in qualsiasi parte del mondo, e rimarrà sempre così”, mentendo spudoratamente sulla dominance democratica del dollaro, visto che il dollaro è la prima valuta al mondo solo perchè legata al prezzo del petrolio.

Sfortunatamente, sebbene il presidente degli Stati Uniti stia colpendo Bitcoin per il suo uso in attività criminali, alcuni degli “oggetti” più usati dai criminali ancora e più frequentemente includono la valuta fiat (come l’USD), carte di debito / credito, compagnie aeree, telefoni cellulari, automobili, armi (di cui gli Usa sono i maggiori produttori ed esportatori a livello mondiale) .

Oltre a Trump, Warren Buffett, investitore miliardario, ha anche cercato di bloccare il movimento della criptovaluta. Ad esempio, un tempo, l’investitore considerava il Bitcoin “un veleno al quadrato”.

Nel maggio di quest’anno, su CNBC, Buffett ha aggiunto le critiche dicendo che Bitcoin era troppo legato a frodi e sparizioni, non producendo nulla di buono e quindi non poteva e può essere considerato un buon investimento per lui (chissà se poi lui non sia una delle balene del mondo crypto)

Ma ironia della sorte, la valuta fiat ha enormi quantità di frodi collegate ad essa, ha alte sparizioni (chiamiamoli furti e frodi però), ma invece le crypto sono cattive mentre la (S)valuta fiat è buona.

Pertanto, i ricchi e i potenti sono inclini a screditare la crypto in modo che il divario tra ricchi e poveri possa rimanere sempre il più ampio possibile, ma la guerra che si fa alle cripto rende sempre più forte le cripto che come un’araba fenice rinasce sempre più forte ogni volta che si prova a distruggerle.

E se ti stai chiedendo quale sia il vero valore della criptovaluta e se ne abbia davvero uno, eccolo:

Rende il potente terrorizzato perchè le persone saranno in grado di usarla per essere semplicemente libere.

Partecipa all’infrastruttura della libertà e unisciti alla decentralizzazione della democrazia. “

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